Come curare la Psicopatologia con la Realtà Virtuale?

Il concetto di VR risale intorno agli anni ‘50 ma allo stato attuale più di 230 aziende come Samsung Electronics, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft ne stanno producendo vari esemplari, svolgendo attività di ricerca e sviluppo su questo campo d’innovazione.

La Realtà Virtuale (VR) è infatti uno strumento che mediante dei software di ultima generazione proietta l’individuo in un luogo o una situazione reale con cui può interagire, sperimentando le medesime sensazioni che si evocherebbero in un posto reale. Tali apparecchiature sono costituite da diversi accessori come cuffie, computer e un visore e recentemente sono stati aggiunti sedie, guanti e sensori per rendere l’esperienza con cui doversi confrontare più vivida possibile. Solitamente la Realtà Virtuale viene associata solo ai videogiochi o ad altre attività di intrattenimento ma attualmente questa tecnologia innovativa ha una varietà di altre applicazioni anche in medicina e psicoterapia. Per questo motivo gli scienziati hanno studiato a lungo questi sistemi nel tentativo di applicarli alla diagnosi e al trattamento di varie forme di psicopatologia come il dolore cronico, dello stress e dell’ansia in uno spazio immaginario, oltre che fornire una formazione educativa e psicologica efficiente.


Negli ultimi decenni la VR in psicoterapia è emersa come una soluzione di successo per un’ampia gamma di disturbi psichiatrici. Infatti, negli anni ’90 Rothbaum e colleghi hanno condotto il primo studio volto ad indagare l’efficacia della VR, concentrandosi sul trattamento dell’acrofobia (paura delle altezze) negli studenti universitari con risultati molto soddisfacenti. Analogamente nel 1996, gli psicologi Albert Carlin e Hunter Hoffman hanno pubblicato uno studio i cui risultati suggerivano che la Realtà Virtuale poteva aiutare i pazienti con una paura debilitante dei ragni. Queste scoperte ispirarono così ricerche successive che esaminarono l’uso della Realtà Virtuale nel trattamento dei disturbi mentali. La maggior parte di questi ha esplorato l’uso della VR nel trattamento delle Fobie Specifiche (guidare, volare, animali, esporsi in pubblico e socializzare) e del Disturbo da Stress Post Traumatico e altri disturbi legati all’ansia mostrando risultati molto promettenti. In particolare, le terapie di esposizione inerenti al repertorio cognitivo comportamentale con la Realtà Virtuale si sono dimostrate benefiche poiché eliminano le esperienze traumatiche attraverso le esposizioni ripetitive e nell’estinzione del dolore allontanando l’attenzione dei pazienti dalle condizioni dolorose.  In più ricerche recenti hanno mostrato la possibilità di utilizzare la VR nella valutazione e riabilitazione di pazienti con Schizofrenia e Autismo attraverso il miglioramento delle loro attività sociali. Questo strumento rappresenta dunque un valido aiuto che potenzia l’efficacia della psicoterapia, velocizzando i tempi di guarigione e prevenendo le eventuali ricadute.


Infine, un problema fondamentale della VR rimane quello dei costi e dei limiti tecnologici per cui non è possibile come trattamento in tutte le strutture. Tuttavia, presso lo studio Mind Lab di Martinsicuro (TE) è possibile sperimentare l’applicazione di questa tecnologia che deve sempre essere integrata all’interno di protocolli rigorosi di trattamento utilizzati da uno Psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale con una sostenuta esperienza clinica.

Dott. Alessandro Di Domenico – Psicologo e Psicoterapeuta

Centro di Psicoterapia e Salute Mind Lab – MARTINSICURO (TE)

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BIBLIOGRAFIA

  • Park M. J., Kim D. J., Lee U., Na E. J. & Jeon H. J., “A literature overview of Virtual Reality (VR) in treatment of psychiatric disorders: recent advances and limitations”. Frontiers in Psychiatry, 10, 1-9. (2019)

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