Come mi accorgo di avere un Disturbo Alimentare?

INTRODUZIONE E DEFINIZIONE

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono sempre più in aumento nel mondo occidentale e si caratterizzano per un alterato consumo o assorbimento di cibo che compromettono in maniera significativa la salute psicofisica e il funzionamento sociale e personale degli individui che ne soffrono.

I principali tipi di disturbi alimentari sono l’Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa, il Binge Eating Disorder (di cui il 65% presenta anche Obesità) e il Disturbo del Comportamento Alimentare non altrimenti specificato. Queste forme di psicopatologia condividono dei fattori comuni come l’eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo che diventano gli unici mezzi per misurare la propria autostima, la difficoltà nel controllare la propria alimentazione, l’insoddisfazione per il proprio aspetto fisico e il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni psicofisiologiche.


L’ANORESSIA NERVOSA

L’Anoressia Nervosa si denota per una magrezza estrema che dipende dal rifiuto di mantenere il peso al dì sopra di una soglia minima e non dalla costituzione genetica del corpo. Infatti, un soggetto viene definito anoressico quando presenta una restrizione calorica tale da rendere il peso inferiore dell’85% di quello previsto in base all’età e all’altezza oppure quando l’Indice di Massa Corporea (BMI) è inferiore a 16. Inoltre, nell’anoressia nervosa sono presenti per un periodo di almeno tre mesi sia delle condotte di restrizione come una dieta molto ipocalorica, digiuno o esercizio fisico eccessivo sia delle abbuffate a cui seguono condotte di eliminazione come vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici o clisteri.


LA BULIMIA NERVOSA

La Bulimia Nervosa può essere diagnosticata quando per un periodo di almeno tre mesi e per due volte a settimana un soggetto presenta delle abbuffate. Questi comportamenti si caratterizzano per un bisogno compulsivo di ingerire spropositate quantità di cibo a causa di una spiacevole sensazione di non avere il controllo del proprio comportamento, ad esempio in presenza di alterazioni dell’umore, stati d’ansia o stress). Ogni abbuffata è poi seguita o da condotte di eliminazione in cui il soggetto ricorre regolarmente a vomito autoindotto oppure all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi o da comportamenti compensatori inappropriati come digiuni prolungati e intensa attività fisica.


IL BINGE EATING DISORDER

Il Binge Eating Disorder (BED), conosciuto anche come disturbo da alimentazione incontrollata, colpisce quelle persone che per una volta a settimana per un periodo di almeno tre mesi presentano ricorrenti episodi di abbuffata per calmare le proprie ansie o qualsiasi altra emozione negativa. Nel BED gli episodi di abbuffata sono caratterizzati da una forte foga nel mangiare fino a sentirsi pieni in modo sgradevole anche quando non ci si sente affamati e si associa a sentimenti di disprezzo verso di sé, vergogna, senso di colpa ed isolamento. A differenza della Bulimia e dell’Anoressia, nel BED le abbuffate non sono seguite da condotte compensatorie e per tale aspetto queste persone presentano un peso elevato.


CAUSE E CONSEGUENZE

Come per ogni forma di psicopatologia, le cause dei DCA dipendono da una correlazione tra fattori genetici, psicologici, ambientali e relazionali e non rappresentano dunque “una scelta di vita” come erroneamente pensato dall’opinione pubblica. Tra i fattori genetici è stato dimostrato che l’obesità infantile, una ridotta funzionalità del sistema della serotonina e della noradrenalina e dell’ipotalamo nel cervello si associano ad un rischio di sviluppare un DCA. Tra i fattori socialila cultura della magrezza estrema e di una corporatura ipertrofica imposta dai canoni di bellezza occidentali costituiscono un fattore determinante per le persone con una bassa autostima che per migliorarla scelgono come unica soluzione il controllo eccessivo del peso e delle forme corporee.

Infine, il contesto di sviluppo familiare di una persona predisposta a sviluppare un DCA si caratterizza sia per figure materne con forti problemi d’ansia, angoscia o lutti non elaborati che sono preoccupate più dell’aspetto esteriore piuttosto che per le esigenze emotive dei propri figli sia per figure paterne assenti fisicamente ed affettivamente e, in alcuni casi, violente ed abusanti. Tali esperienze intense e ripetute predispongono così le persone con DCA ad avere sia difficoltà nel riconoscere stati fisiologici come il senso di fame e di sazietà sia a difficoltà nell’identificare e attribuire a sé e agli altri stati mentali, pensare e riflettere sui propri e sugli altrui stati mentali e usare tali conoscenze per prendere decisioni, risolvere conflitti, problemi relazionali e padroneggiare stati di sofferenza soggettiva.


COME CURARE IN MANIERA EFFICACE I DCA?

Se leggendo questo articolo vi siete riconosciuti in alcuni aspetti dei DCA, è consigliato non aspettare ancora ma agire quanto prima poiché le complicanze psicofisiche e la sofferenza potrebbero peggiorare ulteriormente con un conseguente allungamento dei tempi di guarigione. 

Il primo passo da fare per riprendersi in mano la propria vita è rivolgersi ad uno Psicoterapeuta specializzato in psicoterapia cognitivo comportamentale. Infatti, diversi studi scientifici hanno dimostrato che la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale rappresenta il trattamento psicoterapeutico d’elezione per il trattamento dei DCA rispetto alla terapia farmacologica e ad altre forme di psicoterapia. Inoltre, considerato lo stretto rapporto tra trauma psicologico e sviluppo dei DCA, è consigliato integrare la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale con il trattamento EMDR che sarà utile sia per rielaborare i ricordi disfunzionali connessi ad aspetti di colpa e vergogna sia per prevenire e ridurre al minimo la possibilità di ricadute future.

Infine, nelle situazioni più complesse è necessario che oltre allo psicoterapeuta intervengano altre figure professionali come il Medico Psichiatra e il Nutrizionista. Infatti, soprattutto quando i DCA si presentano insieme ad altri disturbi mentali come gravi disturbi dell’umore o disturbi d’ansia o eccessive carenze nutrizionali, è necessario integrare la psicoterapia sia con una terapia psicofarmacologica sia con una dieta realizzata da un nutrizionista.

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Dott. Alessandro Di Domenico – Psicologo e Psicoterapeuta

Centro di Psicoterapia e Salute Mind Lab – MARTINSICURO (TE)


BIBLIOGRAFIA

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  • Balbo M., “Cibo amico, cibo nemico. Un interminabile conflitto. EMDR: la soluzione possibile”(2019);
  • Dalle Grave R., “La terapia cognitivo comportamentale multistep per i disturbi dell’alimentazione. Teoria, trattamento e casi clinici” (2018);
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  • Sassaroli S., Ruggiero G.M., “I disturbi alimentari” (2010);

SITOGRAFIA

  • www.dallegrave.it
  • www.emdr.it

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