Trauma nel personale sanitario e Covid-19: come può aiutare la psicoterapia?

Ognuno di noi guardando le immagini televisive relative ai reparti di terapia intensiva, ascoltando giorno per giorno il numero di decessi e convivendo con l’alto rischio di contagio e la scarsa sicurezza si è trovato a sperimentare sentimenti di angoscia, paura e disperazione.

In Italia, tali condizioni hanno colpito in prima linea il nostro personale sanitario che si è trovato in una corsa contro il tempo per salvare più vite umane possibili in condizioni lavorative sfavorevoli: infatti la pandemia da Covid-19 ha messo in ginocchio una popolazione intera e mandato in tilt il sistema sanitario nazionale con conseguenti ripercussioni negative sul piano psicologico. Sperimentare continuamente e in maniera intensa delle reazioni emotive particolarmente intense crea uno scompenso nel sistema nervoso che andrà a compromettere il funzionamento psicologico globale non solo nel breve ma anche nel lungo termine, gettando le basi per lo sviluppo di disturbi psicopatologici come ansia, panico, depressione, insonnia e stress in fase acuta e cronica. Analogamente, secondo una recente ricerca pubblicata sul JAMA, un campione di operatori sanitari in Cina ha avuto delle gravi ripercussioni sulla salute mentale, come già avvenuto in occasione dell’epidemia della SARS esplosa nel 2003.

Infatti, è usuale che medici, infermieri e operatori socio sanitari durante la fase operativa sperimentino disorientamento per il caos dello scenario, rabbia e frustrazione per la disorganizzazione nei reparti, sentimenti di impotenza e inadeguatezza o, al contrario, onnipotenza e difficoltà a riconoscere i propri limiti personali e l’identificazione con le vittime e i loro familiari. Invece, alla fine del turno o nel momento in cui tornano presso le proprie abitazioni, molto spesso si trovano a fare i conti con senso di colpa, basso tono dell’umore, frustrazione, angoscia e confusione. Oppure, è possibile che ci siano difficoltà ad identificare i propri stadi d’animo e che si presentino di conseguenza spiacevoli sintomi somatici.


LE REAZIONI STRESSANTI E TRAUMATICHE A BREVE E A LUNGO TERMINE

Le reazioni più comuni che variano per frequenza ed intensità di persona in persona e possono durare da un periodo di alcuni giorni fino ad alcune settimane sono le seguenti:

  • Comparsa di immagini o pensieri intrusivi: sono immagini ricorrenti delle scene oppure pensieri disfunzionali che compaiono indipendentemente dalla propria volontà;
  • Sentimenti d’ansia o paura eccessiva: forte senso di agitazione o comparsa di paure che non erano presenti in precedenza;
  • Evitamento: voglia di non presentarsi al lavoro e procrastinare le attività quotidiane e lavorative;
  • Aumento dell’irritabilità: comparsa di rabbia per situazioni lieve entità o scatti d’ira immotivata;
  • Senso di isolamento: sensazione di sentirsi abbandonati o soli, tendenza ad isolarsi e non parlare con nessuno;
  • Confusione mentale: facile distraibilità, difficoltà nel mantenere la concentrazione e prendere decisioni in maniera adeguata;
  • Problemi relazionali: difficoltà a mantenere dei rapporti soddisfacenti con colleghi, amici e familiari;
  • Alterazioni del sonno e delle abitudini alimentari: difficoltà nell’addormentamento, risvegli e incubi frequenti oppure bisogno di dormire molto più del solito;
  • Abitudini alimentari scorrette: mangiare in maniera irregolare, preferire soprattutto cibi poco salutari a base di grassi (es. dolci) o carboidrati complessi (pizza, pasta, patatine fritte) e aumento di consumo di tabacco e alcool;
  • Somatizzazioni: mal di testa, disturbi gastrointestinali, difficoltà a distendersi e rilassarsi, aumento del battito cardiaco, della pressione corporea e della frequenza respiratoria, nausea e tremori.

QUALI SONO I TRATTAMENTI PIU’ EFFICACI?

Secondo le più recenti ricerche scientifiche e le linee guida proposte dall’Organzzazione Mondiale della Sanità, il trattamento EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (CBT) rappresentano i principali metodi d’intervento per il trattamento del trauma di qualsiasi entità, del Disturbo da Stress Post Traumatico e per ansia, depressione e attacchi di panico. Entrambi vengono dunque utilizzati come strumenti di prevenzione nello sviluppo dei possibili disturbi psicologici che possono insorgere a seguito di un evento critico e per rielaborare gli episodi di vita negativi in una maniera più funzionale, facendo in modo che essi non sia più fonte di disturbo nel presente. In sintesi, è consigliato rivolgersi ad uno psicoterapeuta specializzato in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e che abbia conseguito una formazione nel trattamento EMDR poiché con maggiori probabilità sarà in grado di aiutarvi nel recuperare la serenità e migliorare la vostra qualità della vita.

Dott. Alessandro Di Domenico – Psicologo e Psicoterapeuta

Centro di Psicoterapia e Salute Mind Lab – MARTINSICURO (TE)

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BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA

  • www.emdr.it
  • www.ncbi.nlm.nih.gov

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