5 cose da fare se pensi di avere la depressione

INTRODUZIONE

La depressione non è un segno di debolezza ma una patologia mentale che può colpire qualsiasi tipo persona a prescindere dal sesso, dall’età e dalla situazione sociale ed economica. A grandi linee, questo disturbo psichiatrico si può riconoscere quando da almeno due settimane sono presenti un basso tono dell’umore per la maggior parte del giorno, la perdita di interesse per tutto ciò che prima era fonte di piacere e la difficoltà nel portare a termine alcune o la maggior parte delle attività giornaliere. A ciò, si aggiungono la mancanza di energia, la frequente stanchezza, i malesseri fisici di origine psicologica, degli improvvisi cambiamenti nell’appetito e nel peso, le alterazioni del sonno, una diminuzione del desiderio sessuale, la scarsa concentrazione, l’inquietudine, i pensieri di autocritica, il senso di colpa, la mancanza di speranza per il futuro e, nei casi più gravi, l’aggressività verso se stessi e i pensieri suicidari che possono comportare la messa in atto di gesti estremi.

COSA FARE PER INIZIARE A STARE MEGLIO?

Se leggendo ciò avete riscontrato delle somiglianze con il vostro stato attuale, questi cinque punti potranno essere un buon punto di partenza per ristabilire la vostra serenità e riprendere in mano la vostra vita:

1) Parla del tuo stato d’animo negativo con le persone di cui di fidi: un valido supporto sociale di familiari e amici può essere un buon inizio poiché aiuta a sentirsi meno soli. Tuttavia, la vicinanza degli altri, pur essendo molto utile, non è sufficiente per superare il disagio che stai sperimentando.

2) Cerca di continuare a fare tutto ciò che ti crea piacere e benessere: non isolarti, fai attività fisica e mangia in modo salutare, riducendo o evitando il consumo di cibo spazzatura, alcol e fumo.

3) Pensieri e comportamenti suicidari: se questi pensieri non ti abbandonano e hai già pianificato come farla finita, contatta quanto prima qualcuno che possa soccorrerti.

4) Inizia ad accettare che ti trovi in un momento negativo della tua vita: potresti non essere in grado di fare tutto ciò che prima riuscivi a fare senza sforzi (es. studiare, lavorare etc.). Non colpevolizzarti e non essere un giudice severo con te stesso poiché tali atteggiamenti non sono utili e alimentano il tuo disagio.

5) Chiedi aiuto ad un professionista qualificato: rivolgiti esclusivamente ad uno psicologo, uno psicoterapeuta o uno psichiatra. Sul web è pieno di piattaforme in cui puoi cercare dei professionisti della salute mentale più vicini a te. In alternativa, rivolgiti al tuo medico di famiglia il quale può esserti d’aiuto nel trovare la soluzione più adeguata al tuo caso indirizzandoti da un professionista qualificato o verso una struttura specializzata. Evita le cure “fai da te” e diffida da chiunque non sia uno psicologo, psicoterapeuta o un medico iscritto al rispettivo albo, tenendoti alla larga da qualsiasi cialtrone che propone metodi miracolosi ed immediati.

COME CURARE CORRETTAMENTE LA DEPRESSIONE?

Facendo riferimento alle linee guida internazionali e nazionali e secondo numerosi studi scientifici, è stato dimostrato che la psicoterapia cognitivo comportamentale è un metodo non farmacologico molto efficace nel trattamento di questa forma di psicopatologia poiché garantisce dei miglioramenti stabili nel tempo in tempistiche relativamente brevi e riduce le possibilità di ricaduta. Tuttavia, nelle forme depressive di intensità più grave, si consiglia di integrare la psicoterapia cognitivo comportamentale con una terapia psicofarmacologica prescritta da un medico psichiatra. Infine è bene sottolineare che la sola terapia psicofarmacologica non è sufficiente nella remissione totale dei sintomi poiché i farmaci, a differenza della psicoterapia, non hanno nessun effetto sui pensieri depressivi caratterizzati da una visione negativa di sé, degli altri e del mondo.

Dott. Alessandro Di Domenico – Team Mind Lab

BIBLIOGRAFIA

  1. American Psychiatric Association, “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – 5° Edizione” (2013)
  2. Organizzazione Mondiale della Sanità, “Campagna OMS: Depressione: Parliamone!” (2017)

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